PRIMA VOLTA DA SIMBIOSI?

SimBIOsi • 12 gennaio 2026

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Scomporre la tradizione per raccontarla meglio: la cucina di SimBIOsi

Pasta agli spinaci con formaggio grattugiato su un piatto decorato con motivi blu e bianchi, appoggiato su una superficie di legno.

Alla base della cucina di SimBIOsi, nel cuore di Firenze, c’è un’idea chiara: la tradizione non va replicata, ma ascoltata, compresa e reinterpretata. È da questa visione che nasce il lavoro dello chef Leonardo Rinaldelli, che attraverso tecnica, creatività e rispetto della materia prima rilegge i grandi classici della cucina toscana in chiave contemporanea.

Una cucina che non rinnega la memoria, ma la scompone, la osserva da vicino e la restituisce in forme nuove, più leggere, più essenziali, più consapevoli.


TAGLIATELLA T-BONE

La tagliatella al ragù di bistecca:

un classico scomposto

Tra i piatti simbolo di questo approccio c’è la tagliatella al ragù di bistecca, una ricetta che racchiude perfettamente l’identità gastronomica di SimBIOsi. Il punto di partenza è uno dei capisaldi della cucina toscana: la carne alla griglia. La bistecca viene grigliata, poi tritata e trasformata in una salsa bianca, elegante e profonda, che sostituisce il classico ragù rosso.

A completare il piatto, una spuma di patate arrosto adagiata sulle tagliatelle, mentre il servizio si chiude direttamente al tavolo: i camerieri aggiungono una polvere di salvia, che richiama i profumi della cucina tradizionale e aggiunge una dimensione aromatica finale.

Il risultato è un piatto che racconta la Toscana senza imitarla, che ne conserva l’anima ma ne cambia il linguaggio. Una vera dichiarazione d’intenti: rielaborare i classici della cucina regionale per renderli contemporanei, senza perdere identità.


Cecina e stagionalità: la cucina che cambia con la terra

Un altro esempio significativo è la cecina, proposta come base su cui costruire accompagnamenti diversi a seconda della stagione. Non un piatto fisso, ma una tela bianca che dialoga con ciò che la terra offre in quel momento.

In autunno, la cecina viene accompagnata da un peposo di funghi, intenso e profondo. In inverno, lascia spazio alla ribollita, uno dei simboli più autentici della cucina toscana. Ogni variazione non è un esercizio di stile, ma una scelta coerente con la filosofia di SimBIOsi: seguire la stagionalità come atto di rispetto verso gli ingredienti e il territorio.

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